Post

Visualizzazione dei post da febbraio, 2016

Mente-Scimmia contro Macaco Zen

Immagine
La Mente-Scimmia è un concetto derivato dalla filosofia orientale, si riferisce alla Mente continuamente eccitata, mutevole, inquieta, preda di se stessa e dei propri spettri, implicando un punto di vista esterno, quello dell'Osservatore Silenzioso dentro la Coscienza che può risvegliarsi e vedere la Mente - il frutto di una parte del cervello deputata al Linguaggio e alla Memoria - che si agita di un moto tutto suo e facendolo placarla, mettendola a cuccia, alla direzione di un suo Ministero senza portafoglio. "Il cervello è l'organo più importante che hai. Secondo il cervello." La Mente-Scimmia solitamente si considera incoronata, Imperatrice della Persona e Padrona della Realtà e questo è il suo punto di vista. Ma l'Osservatore Silenzioso è un più profondo centro, più distante, che vede la Mente da fuori. Si potrebbe pensare come un'Intelligenza del Corpo, che è il vero protagonista sul piano materiale, il vero ospite scomodo per la Ment

La Strana Coppia e il piccione

Immagine
Molti pensieri e dettagli, oggi, corrono in orbite parallele e sincrone: ci sono un anello nuziale , una frase letta in giro su scacchi e piccioni , i dualismi , i campi di forza e come sempre lo stare in equilibrio nel flusso del Tempo che continua a scorrere, accrescendo l'esperienza e quindi la nostra vastità e comprensione . Tutto parte da un articolo di qualche tempo fa in cui Maria Popova , una scrittrice e blogger, mette in luce uno strano dualismo tra cui tutti ci dibatteremmo nel vivere, quello tra Pensiero Critico e Speranza . » Qualche pensiero su Speranza, Cinismo e le storie che ci raccontiamo (articolo in inglese) Il nocciolo della tesi è che il solo Pensiero Critico conduce al Cinismo, la sola Speranza all'Ingenuità, e quindi dobbiamo mediare tra l'uno e l'altra, mantenere il giusto equilibrio. Vista così la tesi mostra una sua intuitiva correttezza, ciò che sorprende è l'appartenenza dei due poli ad altre dualità: il Pensiero

Caro Dio

Immagine
Caro Dio, lo so che ti annoi nell'essere Tutto e Sempre, quindi adesso ti faccio uno scherzetto. Ti strappo un pezzetto, me lo mangio, lo processo un po' e poi lo spruzzo dentro una femmina della mia specie. Come risultato tu ti ritroverai incarnato in una piccola scimmia nuda e conoscerai la fame, il dolore e il terrore del buio. D'altra parte conoscerai anche la Grande Mammella, il piacere e la luce, luce che poi è il 50% di te, ma a quel punto non te ne ricorderai più così bene. Da lì in avanti sarà un abituarti a questa nuova dimensione di limitatezza, perennemente in bilico tra estremi, ma quella limitatezza dei primi anni, quando ancora ti ricorderai abbastanza com'era essere Dio, sarà il meno: poi ci penserà la sQuola a scolpirti via altri pezzi per restringerti sempre di più e fare di te un italiano, un cristiano, un cittadino, un elettore, un consumatore, un contribuente. Ti riempiranno la testa di etichette mutualmente esclusive e ti infilera

Meccanismo di proiezione

Immagine
Copio e Incollo - con pochissimo editing - il seguente articolo, prelevato da  qui . La proiezione è un fenomeno affascinante che difficilmente ci viene insegnato. È un trasferimento involontario del nostro comportamento inconscio sugli altri , in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengano ad altre persone. Quando siamo ansiosi riguardo alle nostre emozioni o ai lati inaccettabili della nostra personalità, per un meccanismo di difesa attribuiamo queste qualità agli oggetti esterni e agli altri. Se per esempio abbiamo scarsa tolleranza nei confronti dell'umiltà altrui, probabilmente è perché tendiamo ad attribuire loro il nostro stesso senso di inferiorità.  Ovviamente c’è sempre un “ gancio ” che ci invita a compiere la proiezione, una particolare qualità imperfetta degli altri attiva alcuni aspetti del nostro io che rivendicano la nostra attenzione. Così qualunque cosa dell’io non riconosciamo come nostra viene proiettata sugli altri .

Monogamia - secondo Terence McKenna (1994)

Immagine
"Perché legarsi? Rompere il silenzio sulla monogamia" In questo filmato (e a partire da questo punto)   Terence McKenna risponde ad una domanda sulla monogamia. Era il 1994, durante un suo workshop chiamato " Language about the Unspeakable " ( Linguaggio sull'Indicibile ) e la sua risposta è la sua risposta del 1994, che sarebbe stata diversa 10 anni prima, e probabilmente diversa da quella che avrebbe dato 10 anni dopo, a maggior dimostrazione di quanto molte idee siano tutt'altro che verità eterne ed immutabili, scritte nel cielo. Dipendono dai dati, dalle esperienze a disposizione e da molti altri fattori evolutivi, non dalla bravura dell'oratore o dalla sagacia delle argomentazioni: la realtà sfugge sempre, la Verità è come l'arcobaleno. [domanda dal pubblico:] Qual è la tua opinione sul matrimonio monogamo? [Terence McKenna:] Oh, mio Dio! Che argomento... la monogamia! Credo di aver detto, nel CD pubblicato con SpaceTime Con

La Magia della Musica

Immagine
" Grazie Musica per esserci stata quando nessun altro c'era ." Questa frase mi è apparsa tante volte nel flusso di notizie di Facebook, a volte digitata da qualche volenteroso, più spesso prestampata in qualche immaginetta. Il suo senso è più profondo di quanto non appaia a prima vista. In un libro che un amico mi ha passato di recente, La saggezza del Dubbio di Alan Watts - lettura consigliatissima! - l'autore evidenzia che non possiamo mai pensare noi stessi, se non in forma di astrazione: l'esistenza in sé è presenza a un'esperienza del momento , la consapevolezza è un focus , e se siamo presenti ad un'esperienza non siamo presenti a noi stessi nell'atto di esserlo. In altre parole "io" esisto solo quando mi penso, altrimenti io sono l'esperienza che avviene , io sono ciò che percepisco, cioè - in un certo senso - non sono "io", ma l'esperienza che ho. È solo quando riporto l'attenzione

Il sorriso leggero del Buddha

Immagine
Quando uno si avvicina al Buddismo di solito cerca la pace . Se cerca la pace è perché non ce l'ha, e se non ha pace significa che è turbato, irrequieto. Ci sono solo due cose che possono perturbare la pace di fondo, o stato di equilibrio: il mondo esterno e il mondo interno , quindi ciò che arriva ad occhi, orecchie e agli altri organi di senso, e poi ciò che avviene nei pensieri . Per noi occidentali il grosso del problema è ciò che avviene nei pensieri, perché abbiamo nella testa un tritatutto perennemente a pieno regime , inarrestabile, quello che William Burroughs definiva un virus dallo spazio profondo . Per quanto programmati in questo modo e deformati dall'uso e dell'abitudine, possiamo disintossicarci, disinfettarci. Ci vogliono anni ma si può fare . Il primo passo è cominciare a guardarlo come un demone che ti possiede e non come un tuo prodotto volontario che dice la Verità; la spaventosa prova di questo è il fatto che non riesci a comandargli